
Due milioni di euro. E' la somma che Rocco Siffredi, il più famoso attore porno italiano, deve allo stato italiano: evasore totale, dal 2001 al 2005, è questa l'accusa che arriva dalla Guardia di Finanza della sua città natale, Ortona, piccolo centro in provincia di Chieti, tra mare e vigneti, dove Rocco Tano, vero nome dell'attore, è il cittadino più illustre dopo San Tommaso, le cui reliquie sono custodite nella cattedrale.
Secondo i finanzieri l'attore avrebbe fatto credere di risiedere all’estero, a Budapest, dove ha sposato una modella e attrice porno, dalla quale ha avuto due figli, mentre aveva ancora una carta d’identità italiana. Rilasciata proprio dal suo comune di nascita. Ed è da Ortona e dall'Abruzzo che l’attore, anche produttore di film pornografici, avrebbe fatto passare parte della sua attività imprenditoriale, dirottando poi i profitti in Ungheria, verso parenti di sua moglie e società. Soggetti terzi fittizi, unici beneficiari di tutti i profitti.
Non solo. I finanzieri hanno trovato conti correnti, carte di credito e una villa a Roma, dove la famiglia ha abitato durante gli anni di presunta evasione. «Abbiamo le prove», dicono i finanzieri. Tracce di operazioni, che dimostrano che Siffredi viveva e lavorava in Italia, senza pagare le tasse. Nel corso di quei cinque anni ha comprato una moto al figlio, un’auto, ha pagato le bollette. Siffredi si difende e dice che la colpa è del Comune, che non l’ha iscritto nel registro dei non residenti, come lui aveva regolarmente richiesto. «Ha trasmesso con quattro anni di ritardo il trasferimento della mia residenza in Ungheria, dove vivo dal 1997 e dove ho trasferito ufficialmente la residenza, come risulta dal registro dell'Aire, dal 21 settembre del 2001. Avevo la doppia residenza senza saperlo. Non pensavo che fosse un problema».
Il suo commercialista ha già presentato ai finanzieri tutta la documentazione relativa. Carte, però, che la Finanza ritiene false e per le quali dovrà rispondere anche un funzionario comunale. A Ortona aspettano di vedere come andrà a finire, ma nessuno ha voglia di parlare. Tanto più perché a casa, in Abruzzo, Rocco torna spesso. Si fa vedere sul corso, in spiaggia d’estate. Sua madre e i parenti diretti vivono ancora lì, nello stesso quartiere di case popolari dove Siffredi è nato, e dal quale è partito a vent’anni per raggiungere i fratelli, ristoratori a Parigi. Gli stessi che lo hanno iniziato alla carriera di pornodivo. Ora le carte sono depositate presso la Procura di Chieti. I reato contestato è omessa dichiarazione. Siffredi rischia fino a cinque anni di carcere.
Crediamo nella buona fede di Rocco, che sappiamo da sempre residente con la famiglia a Budapest. La burocrazia italiana e, nello specifico, la non iscrizione in Italia della residenza a Budapest, ha creato il pasticcio. A Rocco i migliori auguri da tutto lo staff di Pig Italia"